Non più prodotti ma soluzioni per l’innovazione creativa

04/06/2009

rob1-copia_bassaRoberto Bianconi, ad di AtelierItaliano, sostiene che la creatività, legata alla creazione di progetti di valore, è uno strumento fondamentale per uscire dalla crisi: “I momenti di crisi impongono una visione più attenta alla creatività applicata trasversalmente. Diviene in questi momenti importante sponsorizzare laboratori o creare, come abbiamo fatto con AtelierItaliano, centri di eccellenza che oltre a produrre come general contractor progetti in tutto il mondo, divengano laboratori di ricerca orientati all’innovazione. Il mercato è radicalmente cambiato: richiede non più prodotti ma soluzioni e soprattutto di adattare la produzione alla soluzione di problemi. La creatività vista come driver del rinnovamento va introdotta attraverso laboratori specifici e deve divenire uno strumento importante quanto lo è stata la rivoluzione informatica”.

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Come si disegna un polo dell’innovazione

04/05/2009

masterplan-00111L’architetto Matteo Poli ha raccontato agli studenti del nuovo corso in “Creativity in organizations and urban settings” come è stato ideato il masterplan per il quartiere Bovisa di Milano. Si parte con il prendere un’area dismessa di 850mila mq nel quartiere Bovisa a Milano e disegnare un masterplan per riprogettarla come polo dell’innovazione e ricerca. Poli ha aggiunto che i modelli di riferimento sono gli “Science park” d’Europa e Usa in cui si realizza la massima integrazione tra laboratori di ricerca ed Università. I punti forti in progetti di questo genere sono: viabilità, approccio ecologico e sostenibilità. Inoltre, precisa Poli: “nel suo insieme è un progetto innovativo e c’è bisogno di comunicarlo per fare sì che non venga vissuto come un progetto imposto dall’alto o ideato da extraterrestri. Bisogna creare consenso intorno a questi progetti di riqualificazione, discutendo di sviluppo urbano”.

http://www.viasarfatti25.unibocconi.it/notizia.php?idArt=2224


Qualche novità dall’Italia nel rapporto sull’innovazione

07/01/2009

Il rapporto della Fondazione Rosselli in collaborazione con Il Corriere della Sera valuta i potenziali innovativi delle principali economie mondiali. L’Italia guadagna un posto salendo dal 17esimo al 16esimo su 19. E certamente stare nella parte bassa innoitaliadella classifica la dice lunga sul nostro potenziale innovativo. Svezia prima, seconda Finlandia, Danimarca terza mentre gli Usa si confermano quarti e la Gran Bretagna quinta, seguiti da Olanda, Giappone, Belgio, Canada. Però, riguardo l’Italia c’è da osservare un particolare nuovo che sentiamo dalla voce di Riccardo Viale, responsabile della Fondazione Rosselli: ‘La nota positiva del rapporto 2008 è data dalla vitalità mostrata dal settore privato, vale a dire la capacità delle imprese di esportare brevetti e innovazione. Per la prima volta assoluta, infatti, l’Italia fa registrare una “bilancia tecnologica” positiva. E a questo si aggiunge il raddoppio dell’attività di venture capital, segno che sono stati individuati progetti da finanziare più interessanti rispetto al passato’.

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